ProgBlog

progressive e dintorni
domenica, 12 ottobre 2008

NECRONOMICON - Tips Zum Selbstmord

NecronomiconBand
I Necronomicon sono una formazione proveniente da Aachen, cittadina tedesca al confine tra l'Olanda e il Belgio. La loro unica prova discografica fu preceduta da numerosi spettacoli dal vivo molto suggestivi. Il nome deriva dal famoso libro occulto narrato da H.P. Lovecraft. Il sound per gli amanti delle classificazioni può esser posto sotto l'etichetta di heavy-prog. Il vinile, data la rarità ha ovviamente una quotazione importante. E' un vero peccato che non hanno avuto un seguito discografico dopo il debutto prodotto grazie all'aiuto economico di molti amici.

- Walter Sturm / Guitar, Vocals
- Norbert Breuer / Guitar, Vocals
- Harald Bernhard / Drums
- Bernhard Hocks / Bass, Vocals
- Fistus Dickmann / Organ, Synth, Vocals


NecronomiconIl disco si apre con Prolog, brano che delinea subito i canoni tipici della band. Dopo un inizio ironico, la caratteristica heavy appare subito evidente nell'uso della chitarra elettrica. Gli effetti donano un aspetto leggermente psichedelico e molto sinistro. I testi in tedesco sono perfettamente allineati al discorso musicale.

Requiem Der Natur sprofonda maggiormente negli abissi Lovecraftiani. L'introduzione sperimentale eseguita all'organo evidenzia tale aspetto. Il brano poi prende una scia melodica psichedelica dall'aspetto lugubre ed affascinante grazie anche ad una sezione corale mista. Inaspettata e gradevole la svolta jazz nella seconda metà che denota una buona padronanza tecnica della band.

L'Omonimo Tips Zum Selbstmord è una cavalcata heavy-prog psichedelica con una fitta parte strumentale centrale.

Die Stadt recupera magistralmente atmosfere più sinistre nell'introduzione acustica con voci sfalsate. Successivamente emerge un heavy rock molto cupo presentando qualche punto di contatto musicale con gli Uriah Heep.

In Memoriam torna invece ad essere nel complesso un brano più melodico. La base di partenza è questa volta un discreto blues sul quale l'organo e la sezione vocale eseguono sperimentazioni musicali mai del tutto scontate.

Chiude il disco Requiem Vom Ende, altro brano molto heavy. Il riff della chitarra elettrica in alcuni punti sembra anticipare alcune caratteristiche del metal melodico. Non mancano cambi di tempo e melodia che mirano sempre a rendere il brano più sinistro e Lovecraftiano.


Necronomicon - Tips Zum Selbstmord ( Best Prehodi 1972 ) 8
postato da andyvitagliano alle ore 09:39 | link | commenti (2)
categorie: necronomicon
venerdì, 10 ottobre 2008

LE ORME - Uomo Di Pezza

Con il secondo disco d'avanguardia LE ORME riescono ad ottenere due importanti cose, come raramente accedeva. Un buon risultato sia dal punto di vista musicale che dal punto di vista commerciale. Il brano Gioco Di Bimba salirà in vetta alla classifica dei 45 giri. A dir la verità questo brano rappresenta un astuto compromesso tra il pop e la canzone d'autore.

Aldo Tagliapietra (voce, basso, chitarra)
Toni Pagliuca (tastiere)
Michi Dei Rossi (batteria)


orme3Il disco si apre con Una Dolcezza Nuova. Dopo un'introduzione strumentale che ancora una volta strizza l'occhio ad Emerson, prende forma un leggero pop barocco con scelte melodiche molto delicate e sognanti.
Segue poi il già citato Gioco Di Bimba, dove è il testo a giocare un ruolo importante (già postato e discusso qualche tempo fa). Rimarrà sicuramente uno dei brani più conosciuti in assoluto delle Orme.
La Porta Chiusa offre nuovamente un prog tipico delle formazioni a tre con le tastiere in spiccata evidenza, anche se nuovamente i testi sono di prima scelta. Probabilmente è rinnovata anche l'influenza dei QUATERMASS. Convincente anche il lavoro della batteria con ottimi cambi di tempo.
Breve Immagine è un brano dalle forti influenze psichedeliche con giochi di suoni molto cerebrali che riportano in stati sognanti non convenzionali.
Figure Di Cartone è un pezzo dal testo piuttosto malinconico. La voce di Tagliapietra forse è tra le più tagliate nel sprigionare nostalgia e compassione. Musicalmente vive su delle escursioni al sinth di Pagliuca accompagnate linearmente dal duo ritmico e da una lieve chitarra acustica.
Aspettando L'alba torna su temi leggermente psichedelici e sognanti. Le immagini evocate dal cantato si fondono alla perfezione con la musica rappresentando uno dei brani meglio arrangiati delle Orme e forse anche immeritatamente poco considerato.
Chiude il disco lo strumentale Alienazione. Il pop barocco emersoniano torna qui alla luce prepotentemente soprattutto nell'uso del sinth. La batteria sempre in controtempo regala una carica particolare al brano.

Le Orme - Uomo Di Pezza ( Philips 1972 ) 8,5


postato da andyvitagliano alle ore 22:29 | link | commenti (16)
categorie: le orme
mercoledì, 08 ottobre 2008

Pecchè pecchè pecchè?

Pecchè o Papa nunn'è o Re
postato da andyvitagliano alle ore 22:30 | link | commenti (12)
categorie:
martedì, 07 ottobre 2008

PROCOL HARUM 1967

Curiosa la storia dei Procol Harum. Il gruppo inaugura in pratica il filone d'oro del pop progressivo unendo il rock alla musica classica. Pubblicano infatti nel 1967 il famosissimo 45 giri "A Whiter Shade Of Pale", costruito sull'"Aria sulla quarta corda" di Bach. Il brano riscuote un insperato successo, tanto che il gruppo, ancora di fatto inesistente (composto dal solo Brooker e dal paroliere Reid), sarà formato in breve tempo per pubblicare un album fondato sullo stile di quel pezzo. Da segnalare che l'aria di Bach sarà ripresa da molti gruppi prog. Viene così pubblicato nel 1967 "Procol Harum", disco d'importanza soprattutto storica: non mancano però piccole gemme, brani che offrono spunti interessanti per altri artisti.

Gary Brooker - voce principale, pianoforte
Matthew Fisher - Hammond, voce secondaria
Ray Royer - chitarra, voce secondaria
David Knights - basso
Bobby Harrison - batteria
Bill Eyden - batteria
Keith Reid - testi


procol harumIl brano "Conquistador" è sicuramente il piùnoto di tutto il disco, anche perchè verranno esclusi i due 45 giri di successo ("A whiter Shade Of Pale" ed "Homburg"). Il brano presenta un riff di ottima presa con parti vocali intense ed assoli di organo Hammond.
"She wandered through the garden fence" è un brano nuovamente costruito sull'organo Hammond di chiara ispirazione classica, che forse meritava più considerazione.
"Something Following Me" è un brano melodico per pianoforte e voce: gli altri strumenti svolgono un semplice lavoro di supporto.
"Mabel" è un breve ed ironico blues condito di rumori e voci registrate sulla base musicale.
"Cerdes" è un brano che si sviluppa per poco più di cinque minuti, con arrangiamenti molto curati e con una buona coesione tra pianoforte, organo e chitarra elettrica, ma in realtà non offre niente di nuovo e si perde tra gli altri brani del disco.
Più interessante è la melodia di "A Christmas Camel", sempre costruita sul binomio pianoforte-organo hammond. Arrangiamenti ancora una volta curati, ma mai troppo pomposi.
Altro brano discretamente conosciuto è "Kaleidoscope" la cui parte migliore è nuovamente rappresentata dal lavoro svolto dall'organo Hammond. Interessanti alcuni cambi di melodia.
"Salad Days" è un brano melodico lento che convince poco, specie nelle parti vocali. Piacevole soprattutto per gli amanti viscerali dell'Hammond.
"Good Captain Clack" è un altro breve brano ironico, anche se questa volta la base di partenza è il jazz.
Il brano che rappresente meglio il disco è sicuramente il conclusivo "Repent Walpurgis", ottimo esempio di unione tra rock e musica classica. L'atmosfera barocca che si respira è unica ed intensa, con il contributo determinante di tutti gli strumenti.

Procol Harum - Procol Harum ( Regal Zonophone 1967 )  7
postato da andyvitagliano alle ore 10:27 | link | commenti (4)
categorie: procol harum
domenica, 05 ottobre 2008

DELIRIUM - Dolce Acqua

From  ISKRETTA

I Delirium sono una band formatasi a Genova sul finire degli anni Sessanta con il nome "I sagittari". Quando nel 1970 al gruppo si unisce Ivano Fossati assume il nome definitivo di Delirium e vira dalle iniziali sonorità beat verso il progressive rock.
La permanenza di capitan Fossati nella squadra dei Delirium è breve ma incisiva ed è riassunta nell'unico album pubblicato dai Delirium con formazione originale: Dolce acqua, pubblicato da Fonit Cetra nel 1971.


Ivano Fossati - voce, flauto
Mimmo Di Martino - chitarra acustica, voce
Marcello Reale - basso
Peppino Di Santo - batteria, voce
Ettore Vigo - tastiere


delirium1Il disco si presenta, come molti lavori del progressive rock, sotto forma di concept album, sebbene si tratti di una rivisitazione particolare di questo formato: i brani infatti non presentano i tradizionali rimandi contenutistici (eccezion fatta per i titoli dei pezzi, corredati da sottotitoli indicanti stati d'animo), né presenta uniformità stilistica (si passa dagli strumentali jazz alla forma canzone più tradizionale), ma si presentano piuttosto come un lavoro eterogeneo collegato idealmente dalla ricerca di guardare all'interno dell'animo umano e coglierne le diverse sfumature traducendole in musica e parole.
Musicalmente si possono osservare chiare influenze folk e jazz, anche se non mancano richiami alla musica classica (come ad esempio lo strumentale conclusivo di Movimento II) e accenni di prog britannico (come la fuga iniziale di Sequenza I e II e la fuga centrale di Movimento I, chiaro rimando alle morbide atmosfere dei primi Jethro Tull).
Nel complesso non vi sono elementi di particolare rilievo, ma il lavoro risulta ben equilibrato e di più facile ascolto rispetto ad altri album prog di più complessa struttura.
Da un punto di vista dei contenuti, le composizioni di Fossati - che firma tutti i testi dell'album - presentano le caratteristiche chiave dei testi prog italiani (cripticità, riferimenti al mondo della natura, riflessione intimista, frequente uso di metafore), senza però raggiungere vette contenutistiche degne di particolare nota.
Interessante notare come il testo di Johnnie Sayre sia ripreso da un brano dell'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, che nel medesimo anno fu oggetto dell'attenzione di Fabrizio De André che nell'album Non al denaro non all'amore né al cielo musicò alcune poesie tratte dallo stesso libro.

Delirium - Dolce acqua (Fonit Cetra 1971) 6,5
postato da andyvitagliano alle ore 19:24 | link | commenti (6)
categorie: delirium
venerdì, 03 ottobre 2008

KRAAN 1972

kraanI KRAAN sono una band formatasi ad Ulm (sud di Stoccarda) nel 1970. Tutti i componenti vengono da esperienze free jazz sul finire degli anni 60. Lo stile di partenza è di consequenza il Jazz, ma le contaminazioni sono tra le più disparate possibili. L'ingrediente maggiore è la componente orientale (arabica per la precisione) che affiora a più riprese in tutto il loro primo disco. Questo primo lavoro è stato pubblicato nel 1972 e contiene tutte le migliori composizioni eseguite dal vivo.

- Jan Fride / drums
- Hellmut Hattler / bass
- Johannes Pappert / Alto saxophone
- Peter Wolbrandt / guitar, vocals


cover KraanIl brano d'apertura è Sarah's Ritt Durch Den Schwarzwald, un ottimo jazz-rock con la base ritmica trascinante e vivacissima. Ottimo il sax e il il resto della strumentazione che seguono ad un ritmo a tratti incalzante e ripetitivo. Le parti strumentali sono ottimamente intervallate dalle parti vocali. Leggere ma a tratti evidenti le incursioni nella musica araba.
M.C. Escher conquista subita per la sua straordinaria freschezza e duttilità. Il brano presenta oltre l'ossatura jazz-rock di base, un retroscena quasi psichedelico, con ritmi ossessivi e melodie effervescenti eseguite da un ottimo sax. La componente psichedelica emerge soprattutto in alcuni momenti più pacati e melodici.
Kraan Arabia, interamente strumentale,  ha bisogno di poche presentazioni. Il titolo evidenzia l'influenza araba per un jazz-rock etnico dove ancora una volta è il sax a trainare le parti melodiche con assoli interessanti e mai scontati. Nel finale il sax lascia lo spazio ad alcune sperimentazioni sonore con le percussioni in sottofondo.
Head è il pezzo più lungo di tutto il disco occupando quasi interamente la facciata B del disco. Oltre 18 minuti di improvvisazione pura, ma mai fine a stessa con evoluzioni spesso inaspettate e geniali.
Chiude il disco il breve Sarah Auf Der Gansewies, brano melodico per chitarra e sax con interventi che riportano quasi al brano d'apertura.


Kraan - Kraan ( Spiegelei 1972 ) 9
postato da andyvitagliano alle ore 14:07 | link | commenti (3)
categorie: kraan
mercoledì, 01 ottobre 2008

DEDICATO A.....

............... COLEI CHE MI OFFRIRA' UNA COPPA DI LARDO


CRIMINALMENTE BELLA

Non so chi sei
e mi chiedo perché,
i baci tuoi vorrei tutti per me.
Bambola morbida, perfida e languida vivo per te,
son pazzo di te...
Sei bella, criminalmente bella,
sei mille volte femmina e tu lo sai.
Sbagli, per quanti veli togli, spogliarti del tuo fascino
tu non potrai!
e sfili un guanto nero, con languidi sospiri,
ti giuro il mondo intero mi sembra di scoprir...
Sei bella, dannatamente bella
proibita e strana immagine, tu sei per me!
Bella, criminalmente bella,
dannatamente bella
criminalmente... bella!
postato da andyvitagliano alle ore 13:20 | link | commenti (12)
categorie:
lunedì, 29 settembre 2008

NUOVA IDEA - Mr. E. Jones

Il secondo disco dei NUOVA IDEA segue il tema concept sulla giornata di ruotine dell'anonimo impiegato medio Mr Jones. La quotidianetà e la noia asfissiante delle stesse cose vissute per lungo tempo sono l'argomento di quasi tutti i brani. Dal punto di vista musicale c'è un miglioramento rispetto al lavoro precedente, il difetto maggiore sta sicuramente nella mancanza di un cantante di ruolo per delle liriche abbastanza elaborate.

- Claudio Ghiglino / guitar, vocals
- Giorgio Usai / Keyboards
- Enrico Casagni / bass, flute, vocals
- Paolo Siani / drums, vocal
- Antonello Gabelli / guitar, vocals


nuovaidea3grSvegliati Edgar è il brano iniziale del disco. E' anche la sveglia di Mr Jones, un buon brano di rock sinfonico uscito anche su 45 giri.
Mr Jones è un altro breve brano che descrive alcuni momenti della giornata del protagonista. Musicalmente vede l'inserimento più massiccio del sintetizzatore con alcuni cambi di tempo.
Viaggio Nel Mondo Dei Sogni è più elaborato dei precedenti con una vena melodica e malinconica che si snoda per tutta la durata della traccia.
Un'Ora Del Tuo Tempo musicalmente è molto interessante, con una sorta di riff diviso dal sinth e dalla chitarra elettrica, qui però appare maggiormente la mancanza di un cantante di ruolo.
Fumo di Sigaretta , pubblicato anch'esso su 45 giri, è il brano più breve e leggero di tutto il disco, una specie di ballata sinfonica per chitarra acustica e percussioni.
Illusione Da Poco è invece la composizione più lunga e articolata. L'arrangiamento sinfonico è la componente principale del pezzo, difatti fu una delle apparizioni alla RAI con l'accompagnamento di una vera orchestra.
Premio Di Una Vita segue sostanzialmente la stessa formula del brano precedente anche se presenta più cambi di tempo e di atmosfere musicali. Discreto l'intermezzo eseguito al pianoforte. Il finale torna ad essere molto più rock.
Chiude il disco Un Altro Giorno brano quasi interamente per tastiere e voci. solo nel finale intervengono gli altri strumenti. Forse meno interessante dei precedenti per una chiusara che poteva essere migliore.

Nuova Idea - Mr. E. Jones ( Ariston 1972 ) 7,5
postato da andyvitagliano alle ore 00:08 | link | commenti (7)
categorie: nuova idea
venerdì, 26 settembre 2008

DISCUSSIONE

Propongo la seguente discussione:
Dischi poco considerati dai grandi critici progressive ma che a noi piacciono e andrebbero rivalutati.
E' difficile per me sceglierne uno in particolare, ma credo che il primo che porterei alla ribalta è Going For The One degli YES
A me piace molto, forse perchè è stato il primo lp degli YES che ho ascoltato, però credo che Awaken sia un grande pezzo e ho notato che su progarchives non sono il solo a pensarla così.
Aspetto considerazioni ed altre proposte
postato da andyvitagliano alle ore 10:35 | link | commenti (27)
categorie:
giovedì, 25 settembre 2008

MOODY BLUES - To Our Children's Children's Children

Il quinto disco dei Moody Blues (quarto nel giro di tre anni) privilegia la forma canzone, quindi brani più brevi, anche se arrangiati sempre con raffinatezza e gusto. Probabilmente il difetto maggiore di questo album sta nel fatto che, pur essendo un'opera concept ,manca di una certa uniformità. E' anche il disco che inaugura l'etichetta personale Threshold.

Justin Hayward - chitarra, voce
John Lodge - basso, voce
Michael Pinder - tastiere, voce
Ray Thomas - armonica, flauto, voce
Graeme Edge - batteria, percussioni


Childrens"Higher and higher" è il brano d'apertura, che va a costituire un anello di congiunzione con il platter precedente: inizia difatti con un suono cosmico e spaziale per poi trasformarsi in un brano rock dai testi recitati con buoni spunti corali. "Eye of a child I" rispolvera al meglio la vena melodica della band, con arrangiamenti orchestrali-acustici di ottima presa.
"Floating" è un pezzo più semplice e lineare per chitarra acustica, voce e parti corali.
"Eye of a child II" riprende il tema della prima parte, anche se in tono decisamente più rock e vivace.
"I Never Thought I'd Live To Be A Hundred" è un brevissimo brano per chitarra acustica e voce: poco più di un minuto la durata. Con "Beyond" è forte il ritorno al rock psichedelico di natura sinfonica. Sicuramente uno dei momenti più ispirati di tutto il disco.
In "Out and in" fa nuovamente da padrone la melodia con i consueti arrangiamenti orchestrali, non scevri tuttavia di una velata psichedelia.
A seguire, "Gypsy", una delle canzoni più note del disco e della band, che ebbe un certo impatto anche a livello radiofonico. Colpisce il ritornello condito da una parte corale molto ispirata. "Eternity road" è un rock molto melodico e lineare, privo di strappi ma sempre ben arrangiato. La successiva "Candle of life" presenta una vena melodica molto malinconica, ma allo stesso tempo molto suggestiva. Ottimo l'arrangiamento sinfonico di chiara ispirazione classica. "Sun is still shining" offre di diverso soltanto l'uso del sitar e poco più rispetto i brani precedenti.
Segue poi il brevissimo "I Never Thought I'd Live To Be A Million", sulla stessa falsariga del precedente "I Never Thought I'd Live To Be A Hundred". A chiudere, la ballata "Watching and waiting" altra traccia discretamente conosciuta.
Dopo di questo disco i Moody Blues subiranno una leggera ma costante flessione discografica, fino a scendere nell'anonimato più completo. Saranno poi rispolverati e riconsiderati molti anni più tardi.

Moody Blues - To Our Children's Children's Children ( Threshold 1969 )  7
postato da andyvitagliano alle ore 11:43 | link | commenti
categorie: moody blues

Chi sono

Blogger: andyvitagliano
Nome: Andrea Vitagliano
Da qui messere si domina la valle, ciò che si vede è, ma se l'immago è scarno al vostro occhio, scendiamo a rimirarla da più in basso e planeremo in un galoppo alato entro il cratere ove gorgoglia il tempo.

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Categorie

affinity
agitation free
amon duul ii
analogy
andromeda ger
annexus quam
arcadium
arthur brown
arzachel
ash ra tempel
atomic rooster
balletto di bronzo
banco del mutuo soccorso
battered ornaments
ben
birth control
black widow
bokaj retsiem
brainticket
bram stoker
burning red ivanhoe
can
capsicum red
caravan
catapilla
centipede
circus 2000
clark hutchinson
claudio rocchi
clear blue sky
cluster
colosseum
cressida
curved air
czar
dark
delirium
delivery
dies irae
dr z
drosselbart
east of eden
egg
elp
embryo
emtidi
fabio celi e gli infermieri
family
faust
flea on the honey
formula tre
frammenti e pensieri
franco battiato
frumpy
garybaldi
genesis
gentle giant
gila
gong
gracious
gravy train
greatest show on earth
guru guru
hairy chapter
hanuman
hawkwind
high tide
holderlin
i giganti
i numi
ikarus
immagini
indian summer
jacula
jan dukes de grey
jethro tull
julians treatment
jumbo
kevin ayers
khan
king crimson
kingdom come
kluster
kraan
kraftwerk
le origini
le orme
le stelle di mario schifano
lucifers friend
magma
mammut
marsupilami
matching mole
metamorfosi
monument
moody blues
my solid ground
necronomicon
new prog
new trolls
nice
nichelodeon
nosferatu
nucleus
nuova idea
organisation
osanna
out of focus
panna fredda
peter hammill
pink floyd
planetarium
popol vuh
procol harum
quatermass
quintessence
racconti
raw material
robert wyatt
rovescio della medaglia
running man
second hand
soft machine
spring
still life
strawbs
t2
tangerine dream
tea & simphony
titus groan
tomorrows gift
tonton macoute
traffic
trip
vampires sound incorporation
van der graaf generator
velvett fogg
web
writing on the wall
xhol caravan
yes
zior

Partecipano

Bottoni

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading*volte